Troppe donne in un’altra

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Monologo comico
Di e con Giorgia Goldini
In collaborazione con LeSillabe

Scenografia: Catherine Chanoux
Luci: Agostino Nardella
Uno spettacolo nato al Teatro della Caduta

Uno spettacolo particolarmente adatto a chi ama le situazioni surreali, le domande senza risposta, le telefonate importanti, i valori di una volta, le circostanze improbabili, le cose d'amore e molte altre follie..
Adatto a persone già abituate a divertirsi, ma lo spettacolo può essere seguito anche senza capirlo davvero - dice la protagonista- grazie alla modalità dello "Spettacolo comico guidato facilitato" che, attraverso specifici segnali, permette anche alle persone più rigide di passare inosservate.

Difficoltà ★ ★ ☆ ☆ . Tempo 60 min.
Foto di Ivano Zanotti

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“Goldini parte da Beckett ma è una finta, presto si svela l’arcano buffo di una donna in difficile rapporto con sé medesima, anche perché soffre della sindrome di Zelig, cioè si trasforma, è al contempo una e tante personalità pronte ad accapigliarsi. C’è l’impiegata violenta che si rifugia in campagna dalla nonna, per cercare poi, nei prati e tra gli alberi, l’ordinato reticolo di strade cittadino, c’è la cuoca che prepara involtini sempre più giganteschi, c’è la venditrice di prodotti naturali per la cura del corpo, c’è la morta o aspirante tale, c’è la timida, c’è chi cerca di andare oltre, alla televisione, al commerciale, alle banalità. Goldini non fa cabaret, la pièce cucita su una trama lineare, le figure si passano il testimone e completano la stessa storia, che oltre a far ridere di gusto regala anche una serenità d’altro tipo.”

( mau.se.) La Repubblica, 26 giugno 2012

 

 

Uno spettacolo che non vuol essere semplicemente il seguito del primo lavoro – Troppe donne in una- ma una nuova e altra (come il titolo stesso ci suggerisce) visione della realtà.
Lo spettacolo va in scena la prima volta nel 2008 nella piccola sala del Teatro della Caduta; era il secondo passo di una ricerca a più livelli tra la realtà e l’assurdità, tra stereotipi e ideali, tra paura e desideri. Era qualcosa in più dell’osservazione, ma non ancora un affermazione.
Era un esperimento.
Viene quindi sistemato, modificato, vengono aggiunti personaggi, viene allungato e aggiustato. Poi viene risistemato, rimodificato, accorciato, vengono tolti personaggi e quindi viene messo in un cassetto.
A luglio del 2011 decido che forse “Troppe donne in un’altra” (con le dovute modifiche ovviamente) potrebbe tornare in scena con le sue 10 donne protagoniste, che a distanza di qualche tempo hanno ancora molte cose da dire.
Oggi, in una versione discretamente definitiva, lo spettacolo sorprende e commuove, intenerisce e incuriosisce i suoi spettatori facendogli conoscere donne credibili e incredibili, promette di farli ridere e cerca di dire loro qualcosa di importante senza il bisogno di prendersi troppo sul serio.

 

 

Troppe donne in un’altra è stato presentato:

 

-al Teatro della Caduta e al Caffè della Caduta
-al Circolo dei Lettori di Torino
-all’interno della rassegna “La salute in comune” presso i Giardini Reali
-all’interno della rassegna “Die Mauer”
-è stato inserito tra gli eventi proposti nel progetto Cantiere 25 di Torino
-nel cartellone del Teatro della Dodicesima. Spinaceto-Roma
-nella rassegna “Strappami una risata”, Teatro del lavoro- Pinerolo
-all’interno di Contemporary Voices, festival di drammaturgia contemporanea, Alfateatro, Torino
-nella rassegna di pro-polis. Teatro in fattoria, Torino
-al Padova Pride Village, Padova
-al Teatro Duse, Asolo (Tv)
-all’ interno della rassegna “Sillabe in aria”. Hiroshima Mon Amour, Torino
-nell’ambito del Festival “Donne In•canto”, Parabiago